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Kubera
L'assassina di neonati
L'assassina di neonati
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Il racconto “L’assassina di neonati” si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria al Concorso Letterario Storie Noir 2025
“Da fuori, appariva una costruzione senza fantasia: squadrata, con finestre minute e numerose come branco di gazzelle in fuga. Verde opaco il muro e di metallo arrugginito la porta. Poteva essere un albergo di metà 1800. E tale era rimasto. Un albergo con poche camere, ognuna di colore pastello stantio come i copriletti e i quadri di capostipiti arruffati. Piaceva molto all’assassina di neonati. Dalla sua camera – quella rossa – sbirciava la strada, dritta e male illuminata. Si appostava, sotto sera, appoggiando i grossi seni sulla finestra socchiusa, fumando la pipa e seguendo gli anelli di fumo come fossero angeli morti. Attraverso la fessura di un dente – le era caduto da tempo immemore – infilava e sfilava la lingua. Le papille sembravano voragini affamate di pelle neonata.
Aveva i crampi del desiderio!”
“Da fuori, appariva una costruzione senza fantasia: squadrata, con finestre minute e numerose come branco di gazzelle in fuga. Verde opaco il muro e di metallo arrugginito la porta. Poteva essere un albergo di metà 1800. E tale era rimasto. Un albergo con poche camere, ognuna di colore pastello stantio come i copriletti e i quadri di capostipiti arruffati. Piaceva molto all’assassina di neonati. Dalla sua camera – quella rossa – sbirciava la strada, dritta e male illuminata. Si appostava, sotto sera, appoggiando i grossi seni sulla finestra socchiusa, fumando la pipa e seguendo gli anelli di fumo come fossero angeli morti. Attraverso la fessura di un dente – le era caduto da tempo immemore – infilava e sfilava la lingua. Le papille sembravano voragini affamate di pelle neonata.
Aveva i crampi del desiderio!”
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